Pianificazione urbanistica

Razionalizzazione dei contenuti del PTC e del PRG, in armonia con le finalità di valorizzazione del paesaggio e di risparmio del consumo del suolo. Semplificazione del procedimento di formazione del PTC e di variante al PRG e indicazione di tempi certi relativamente a vincoli urbanistici e piani attuativi.
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Procedimento di formazione del ptc

Viene decisamente alleggerito il procedimento di formazione del PTC; in particolare, l’accordo quadro viene soppresso per lasciare il posto all’elaborazione, da parte della Comunità, di un documento preliminare, contenente obiettivi generali e indirizzi da perseguire (per le fasi di partecipazione all'elaborazione del doc. si rinvia al d.d.l. in materia di riforma istituzionale).
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Varianti non sostanziali al prg

È stata rivista l’articolazione delle varianti non sostanziali che non soggiacciono ad alcun limite relativamente alla loro adozione, introducendo due nuove tipologie: le varianti corredate da accordi urbanistici e le varianti finalizzate alla riqualificazione urbana, al fine di agevolare i processi di riconversione e di riqualificazione del costruito.
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Pianificazione attuativa

Al fine di garantire tempi certi in ordine alla stipula della convenzione urbanistica dopo l’approvazione del piano attuativo, si stabilisce che la convenzione debba essere stipulata entro il termine perentorio di cinque anni dall’approvazione del piano, decorsi i quali il piano decade e le aree interessate sono utilizzabili nei limiti di una densità edilizia fondiaria di 0,01 metro cubo per ogni metro quadrato di lotto accorpato.
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GOVERNARE IL TERRITORIO, BENE INSCINDIBILE DALL’ESSERE COMUNE

La salvaguardia dell’ambiente, è una scelta politica, corrispondente ad un irrinunciabile atteggiamento, inteso quale responsabile modo di ritenersi ed essere, coscientemente partecipi di un “dominio” che è palesemente «della natura, la nostra “storica” alleata»,
Proposta ad una ipotesi di riconsiderare il regime dei suoli, riflessioni su una strategia condivisibile e responsabile, indicatrice d’una sostenibilità da inseguire, ad integrazione alla legge urbanistica provinciale, che intende riconoscere nella strumentazione finalizzata alla gestione del territorio, come già in altre realtà amministrative, l’esigenza d’identificazione delle due fasi compresenti
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PRG E QUALITÀ URBANA, STILI DI VITA, SALUTE: INDICAZIONI PROGETTUALI PER IL BEN

Si segnala l’opportunità di inserire, tra gli obiettivi generali e contenuti del PRG (rif. Art. 18, comma c nella proposta di articolato), la qualità urbana e il benessere socio-sanitario connesso alla presenza qualificata di aree verdi e di sistemi integrati con la natura del contesto urbano, che portano significativi e documentati benefici collettivi, sia in termini sanitari che socio-economici e delle qualità complessiva del territorio urbanizzato.
(proposta inserita il 28.2.2015)
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PTC: METODO, TEMI

Il PTC dovrebbe partire da un Piano di sviluppo-socio economico - Il processo dovrebbe essere partecipato - I temi fondamentali: la salvaguardia delle aree agricole, la qualità del paesaggio, la riqualificazione dell'urbanizzato esistente, il miglioramento funzionale ed estetico della rete infrastrutturale, delimitazione del suolo urbano - considerare soddisfatto il fabbisogno residenziale - effettuare censimento degli appartamenti non occupati
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Osservazioni

Si ritiene questo un momento importante da cogliere e da ponderare con delle scelte definitive. Credo che negli ultimi anni il continuo ricorso a modifiche varie alla Legge, a norme di attuazione, a circolari interpretative che a volte vanno a contrastare in pieno il senso della legge, abbia creato un senso di confusione generale, sia per chi deve interpretare che per chi deve applicare. Si ritiene che una formulazione il più possibile chiara e definitiva sia la chiave per poter partire con il giusto piede
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Contenuti del PTC: ruolo, "dimensionamento" e gerarchia

Il PTC non può ridursi a cinghia di trasmissione del PUP, né a collage dei PRG. Deve trovare un ruolo proprio, che riguardi alcuni elementi sovracomunali: a) la definizione delle componenti paesaggistiche (a partire dagli ambiti urbani); b) la localizzazione dei servizi di rango elevato (inclusi quelli commerciali, generalmente trascurati); c) le infrastrutture (a partire da quelle per la mobilità) in accordo con i due punti precedenti; d) la tutela dei beni naturali e culturali. Segue qualche riflessione sul suo "dimensionamento" e sulle relazioni con gli altri piani.
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PEREQUAZIONE E COMPENSAZIONE: PROPOSTA DI MODIFICA ALL’ART. 55 DELLA L.P. 1/20

In ottica perequativa non c'è differenza tra suoli per lo sviluppo della città privata e di quella pubblica: le aree in "trasformazione" hanno un indice di edificazione uniforme. La compensazione in alternativa all'esproprio (art. 55) applica principi perequativi (art 53 comma 8). Si deve valutare l’area in esproprio considerando l'indice convenzionale (i.e. credito edilizio trasferibile su area “ospite”) ed il credito edilizio trasferibile deve sommarsi al volume già realizzabile sull’area “ospite”. Non si dve utilizzare il valore di mercato secondo la destinazione di zona (metodo espropriativo) ma si deve considerare l’area in “trasformazione”, con valore legato alla v
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Piano attuativo unico

C'era una volta il "piano particolareggiato" d'attuazione, da cui si sono generati innumerevoli piani attuativi, per motivi che nulla hanno a che vedere con la tecnica urbanistica. Ogni politica di settore (residenza sociale, industria ecc.) si è inventata il "suo" piano attuativo, con risultati disastrosi che si chiamano PIP, PEEP ecc. Occorre un salutare ritorno alle origini, tenendo però conto che la pianificazione attuativa è ormai sostanzialmente delegata all'iniziativa privata.
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